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Ed
eccoci ancora in prossimità della porta maggiore per
risalire
alla nuova area presbiteriale, accompagnati da espressioni del Nuovo
Testamento incise sul pavimento, che invitano all'esercizio delle
virtù per conseguire la vita eterna. Notare sul terzo
pilastro a
destra il monumentale pulpito in legno intagliato del XVIII secolo e su
quello a sinistra la capsa per la custodia dei libri dell'Antico e
Nuovo Testamento. L'area presbiteriale fu inaugurata da Giovanni Paolo
II il 16 aprile 1988, e consacrata dal vescovo Giuseppe Amari, il 13
settembre dello stesso anno. La sistemazione moderna dello spazio
liturgico, progettata dagli architetti Giancarlo Pellegrini-Cipolla e
Oreste Valdinoci, riusa l'ambone del XIII secolo con Annunciazione e,
come base della mensa d'altare, un'arca trecentesca con il simbolo
dell'Agnello. La cattedra episcopale e i sedili dei canonici sono
realizzati in marmo rosso e bronzo. |
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Per
la porta sottostante l'organo di sinistra, ci si riaffaccia all'atrio
di S. Maria Matricolare e si accede al Battistero della Cattedrale.
Chiamata
S.
Giovanni in Fonte, la chiesa, con facciata e absidi interamente in tufo
e i fianchi caratterizzati dall'uso di tufo e cotto, fu ricostruita in
forme romaniche intorno al 1123, dal vescovo Bernardo per custodire il
fonte. L'interno, sostanzialmente restaurato nell'anno giubilare grazie
al contributo della Fondazione Cariverona, presenta uno sviluppo
basilicale diviso in tre navi da due file di pilastri alternate
irregolarmente a colonne e concluso dall'ampio giro delle absidi.
Alcuni elementi scultorei dell'attuale edificio provengono da
precedenti costruzioni.
Al
centro della
chiesa è collocata la vasca battesimale.Nella prima
metà
del XII secolo lo scultore ricava da un unico blocco di marmo il fonte
ottagonale, sul quale scolpisce scene dei Vangeli dell'Infanzia:
l'Annunciazione, la Visitazione e la Natività, l'Annuncio ai
pastori, l'Adorazione dei Magi, Erode comanda la strage degli
innocenti, la Strage, la Fuga e il Ritorno dall'Egitto,il Battesimo di
Cristo. L'ispirazione religiosa, l'intento didascalico e la perizia
esecutiva dell'artista si compongono armonicamente, in un'opera di
grande valore. |
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