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In
capo alla navata sinistra, si trova la cappella Maffei; dedicata ai SS.
Andrea ed Annone è detta anche dell'Immacolata. L'abside
settentrionale acquista, all'inizio del XVI secolo per conto dei
canonici Francesco e Girolamo Maffei, l'elegante prospetto marmoreo, da
alcuni attribuito allo scalpello di Domenico da Lugo. Si tratta di uno
dei capolavori della Rinascenza a Verona. Basamenti, paraste,
capitelli, archi e trabeazione, realizzati con marmi policromi,
propongono con fantasia gli stessi elementi della cappella Mazzanti. I
SS. Andrea e Girolamo sono ritratti nei tondi dei pennacchi, mentre al
di sopra del secondo arco si trova la statua del Redentore tra l'Angelo
e l'Annunciata. Con la raffinata scultura si sposa la decorazione
pittorica. Giovanni Maria Falconetto, al principio del secolo XVI
raffigura, entro il timpano curvilineo, il Compianto sul Cristo morto,
mentre la brillante Resurrezione domina la navata dal punto
più
alto. |
La pala d'altare della
Madonna col Bambino e i SS. Andrea,
Annone, Giovanni Battista e Girolamo, è opera del 1794,
firmata
da
Agostino Ugolini. Sull'altare che ospita i venerati corpi di
SS.
Annone, Valente e Verecondo, sono collocate le riproduzioni miniate del
famoso Velo di Classe (oggi a Ravenna) con i ritratti dei primi vescovi
veronesi. Sulla mensa è posta la predella di Michele da
Verona
(1510 ca).
Tra
la cappella e l'organo si trova la tela raffigurante la Sacra Famiglia
di Biagio Biagetti del 1918; inoltre possiamo notare, seminascosta
dalla
boiserie (settecentesca come i confessionali), l'iscrizione sepolcrale
del vescovo Notkerio (del 928). |

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Il
grande organo, posizionato immediatamente di fronte a quello della
navata destra, fu rinnovato in varie occasioni (nel 1548 dall'organaro
Gian Giacomo; tra il 1602 e il 1630 dal bresciano Costanzo Antegnati; e
nel 1911 dalla ditta Farinati). La cassa di legno intagliato e dorato
che lo contiene, e la rispettiva cantoria, sono impreziosite dai
dipinti. Verso la fine del Cinquecento, Felice Riccio detto il
Brusasorzi (15391605) raffigura sulle ante esterne la Dormitio Virginis
e all'interno la Sacra Conversazione con quattro santi vescovi. Sul
parapetto della cantoria sono incorniciati i due riquadri con il
Lamento di Sion e Saul e David e, nello scomparto sotto la cantoria,
Quattro Angeli musicanti, opera comune di Alessandro Turchi detto
l'Orbetto (1578-1649) e Sante Creara (1571-1630). Il recente lavoro di
pulitura delle pareti ha rimesso in luce, anche qui, parti di affresco
appartenenti alla Cattedrale romanica; uno dei frammenti più
consistenti è costituito dalla Annunciazione, risalente al
XII
secolo.
Sulla parete
soprastante,
un polittico assemblato nell'800: al centro Madonna col Bambino, S.
Girolammo e S. Giorgio di scuola veronese (1531 - 1533), S. Michele
Arcangelo di Giuseppe Zamboni (1880). |
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