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Cappella del Santissimo Sacramento
Passati oltre il monumento al vescovo Agostino Valier (1639), arriviamo alla cappella del Santissimo Sacramento o cappella Memo. Costruita, in forme gotiche dal vescovo Guido Memo, nel 1435, e dedicata ai SS. Zeno e Nicolò. La fabbrica quattrocentesca, di cui restano oggi la base quadrata e l'abside poligonale, fu sopraelevata tra il 1682-1685, dotata di cupola e, all'interno, completamente trasformata in forme tardo-barocche nel 1762. Il rifacimento settecentesco adegua la decorazione della cappella a quella della Madonna del Popolo che le si trova immediatamente di fronte. L'ampio arcone di accesso è decorato da bassorilievi con Profeti e Angeli di Diomiro Cignaroli. L'altare, innalzato da Francesco e Paolo Maderno, è sovrastato dal Drappo marmoreo con putti, attribuito a Lorenzo Muttoni e Francesco Zoppi. Di quest'ultimo sono ancora le statue dei SS. Zeno e Nicolò poste sull'altare, mentre per gli stucchi dei pennacchi con quattro Padri della Chiesa, degli Evangelisti sulla balaustra e l'Eterno Padre nella cupola si fanno i nomi di Stanislao Milanese e di Lorenzo Muttoni. L'insieme scenografico della cappella è completato dalla pala di Giambattista Burato (XVIII secolo) raffigurante l'Istituzione dell'Eucarestia, ma anche il momento in cui all'annuncio del tradimento i discepoli si interrogano l'un l'altro. La tela propone anche l'iconografia del Sacro Cuore.
Organo di destra Di Domenico Aglio è il mausoleo del cardinale Enrico Noris (1669) che separa la cappella del Sacramento dall'organo di destra. Lo strumento, costruito per volontà del vescovo Agostino Valier (15651606) fu rinnovato da Sebastiano II Pisani nel 1663. La cassa e la cantoria, intagliate e dorate, sono impreziosite dai dipinti di Biagio Falcieri che, nel 1683, realizza sulle ante all'esterno l'Assunzione di Maria e, all'interno, la Sacra Conversazione con quattro santi vescovi; incorniciati sul parapetto la Natività di Maria e la Visitazione, mentre, nello scomparto sotto la cantoria, gli Angeli musicanti. Si noti, inoltre, uno dei frammenti superstiti della decorazione pittorica romanica con la Crocifissione.
Sotto il grande finestrone si trova la pietra tombale di Lucio III. Il papa, morto a Verona nel 1185, è sepolto all'interno del tornacoro sanmicheliano. Il sigillo sepolcrale, con il papa in abiti pontificali, dopo essere stato danneggiato, fu qui composto nel 1879.
Pietra tombale del Papa Lucio III
La cappella Mazzanti, dedicata ai SS. Agata e Francesco, si trova in capo alla navata destra. L'abside romanica, ricavata in spessore di muro, è stata modificata per volere dell'arciprete del Capitolo Francesco Mazzanti, nel 1508, dalla ristrutturazione rinascimentale che compone lo spazio entro un arco trionfale classico. Il raffinato apparato lapideo, probabilmente opera di Domenico da Lugo, giocato sull'impiego di marmi differenti, con candelabre, festoni, putti, sfingi, grottesche, armi e stemmi nobiliari, ripropone, seppure con linguaggio rinnovato e nuovi significati, il bagaglio iconografico romano che i monumenti dell'antichità a Verona offrivano alla sensibilità rinascimentale.
La decorazione scultorea è completata dalle immagini dei Progenitori, la cui posizione nei pennacchi evoca il tema delle Vittorie, dal volto di Cristo e dalle statue di due Profeti sopra l'architrave.
Cappella Mazzanti
Adamo ed Eva

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