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Cappella Calcasoli Il monumento ad Antonio Cesari (XIX secolo), con il ritratto dello scienziato, tra le personificazioni della Fede e della Scienza,opera di Graziano Spiazzi, precede la cappella Calcasoli. Dedicata a S. Antonio di Vienna, fu costruita fra il 1503-1504, per volontà del canonico Bartolomeo da Legnago, da Bernardino Calcasoli. L'arco marmoreo è coronato in alto dalle immagini dell'Eterno Padre, al di sopra del bassorilievo della Madonna con il Bambino,tra S. Antonio di Vienna e S. Bartolomeo. L'arco della cappella è ampliato dall'architettura ad affresco di Giovanni Maria Falconetto (1468-1535), opera firmata e datata 1503. Di origine veneta, il pittore-architetto  si  Adorazione dei Magi - Liberale da Verona
formò  nell'ambiente romano  di Baldassare Peruzzi: le sue opere tendono a declinare in forme pittoresche il classicismo romano. Sull'altare troviamo una composizione di dipinti, diversi per stile e datazione, realizzata dopo il rifacimento della cappella nel XVIII secolo. Nella bellissima tavola con l'Adorazione dei Magi, Liberale da Verona (1445-1526) esprime, con il linguaggio incantato del miniatore, l'Epifania del Signore. La drammatica Deposizione di Cristo della cimasa e le tele con i SS. Rocco e Antonio Abate, SS. Bartolomeo e Sebastiano sono di Nicolò Giolfino (1476-1555).
Oltrepassata la porta del fianco sud, si noti l'acquasantiera romanica in marmo bianco di ambito nicoliano (anni '40 del XII secolo).
Osserviamo anche il monumento a S. Daniele Comboni, apostolo dell'Africa, firmato dal Segattini nel 1885.
Intitolata ai SS. Giacomo e Bartolomeo e alla Trafigurazione, la cappella Emilei, eretta nei primi anni del '500 per disposizione del canonico Filippino Emilei, mostra nell'arredo scultoreo un linguaggio più aggiornato. La struttura marmorea architravata che incornicia l'arco, con le statue di S. Giacomo tra due angeli, sostituisce la tardo-gotica decorazione floreale, e introduce elementi esplicitamente rinascimentali.
Anche gli affreschi di Giovanni Maria Falconetto, al quale va peraltro ascritta l'ideazione stessa della cappella, che immaginano un articolato arco trionfale, con nicchie abitate da Santi e putti reggenti emblemi nobiliari e che ritrae nei pennacchi l'Annunciazione, depongono a favore di una più recente datazione. L'altare barocco fu rifatto nel 1741: per l'occasione gli Emilei commissionarono a Giambettino Cignaroli la pala della Trasfigurazione.
Ai lati dell'altare sono collocati i due scomparti con S. Giacomo e un offerente e S. Bartolomeo, di Francesco Morone (14711529).
Cappella Emilei

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