|
|
 |
Degni di menzione sono, nella navata
sinistra, la Deposizione della seconda metà del '400 e gli
affreschi del XIII-XIV secolo
dell'abside. La decorazione dell'abside destra risale invece agli inizi
del XV secolo.
Recentemente,
e
per felice decisione sono state ricollocate sopra l'altare la grande
Croce stazionale attribuita a Giovanni |
 |
Badile
(prima metà del XV secolo) e, nella navata destra, l'urna
dell'eremita S. Enrico.
Al
centro della parete in fondo alla Chiesa è
collocata una tela del
Battesimo di Gesù di Paolo Farinati del 1568. Nella navata
destra si
può ammirare il quadro di una Madonna con il
Bambino i Santi Dionigi e
Stefano di Giovanni Caroto del 1514. Nella navata sinistra trova
collocazione un affresco, staccato, proveniente dalla Cattedrale (XV
sec). |
 |
La
chiesa di S. Elena fu costruita dall'arcidiacono Pacifico all'inizio
del IX secolo e consacrata nell'anno 813 da Massenzio, Patriarca di
Aquileia, fu dedicata ai SS. Giorgio e Zeno. La lapide murata sulla
parete destra ricorda che fu di nuovo consacrata nel 1140 da un altro
triarca di Aquileia, Pellegrino. Gli atti di consacrazione attestano
l'autonomia del Capitolo della Cattedrale dalla autorità del
vescovo veronese e la sua sottomissione al Patriarcato aquileiese fino
al 1756.
La chiesa
presenta un
aspetto romanico, a navata unica e soffittatura lignea. La cappella
maggiore a pianta quadrata, ornata da un monumentale arcone di accesso,
fu edificata intorno al 1573 da Bernardino Brugnoli, del quale
è
pure l'altare ligneo che ospita la pala di Felice Brusasorci della
Madonna in trono con Bambino e i SS. |
 |
Stefano, Zeno, Giorgio ed Elena
(1573-1579). Addossato alle pareti, è l'interessante coro
intagliato
del XV secolo, di incerta provenienza. Sulla parete di destra notare la
cappella della Santa Croce, con arco cinquecentesco, l'altare del XVIII
secolo e la pala di Pietro Antonio Rotari con la Madonna e Bambino tra
i SS. Elena, Caterina e Giovanni Nepomuceno (1735). A fianco
dell'altare è sistemato il trittico in pietra della Madonna
con Bambino
in trono, tra i SS. Giovanni Battista e Giovanni Evangelista,
attribuito a Giovanni di Rigino (XIII sec.). Sulla parete opposta
è la
cappella di S. Nicolò; l'altare scolpito da Giuseppe Antonio
Schiavi
nel 1737-1738 ospita la coeva pala di Giovanni P. Salvaterra
raffigurante il Redentore con i SS. Francesco di Sales e Filippo Neri.
Sotto la loggia quattrocentesca è collocata la campana fusa
da magister
Iacobus nel 1384.
Sulla
facciata esterna è posta la lapide con il ricordo della
"Questio de
aqua et terra", qui pronunciata il 7 gennaio del 1320 da Dante
Alighieri ai canonici e a gli uomini di cultura di Verona. |
 |
|
|