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| Il suggestivo interno
stupisce il pellegrino che ne varca
la soglia, oggi soprattutto, dopo che il restauro degli affreschi e
delle
superfici murarie e la nuova illuminazione hanno restituito
intensità e colore
alle immagini e ai marmi, rendendo ragione ad uno spazio misurato e
sereno.
L’ampio invaso basilicale sembra dilatarsi oltre i muri
perimetrali
smaterializzati dalle architetture dipinte. Il progetto di
trasformazione
interno consistette nella sopraelevazione delle navate con la
sostituzione
delle colonne romaniche e l’inserimento di otto pilastri
polilobati a sostegno
di arcate leggermente a sesto acuto, nella introduzione delle volte a
crociera
e nella costruzione delle cappelle laterali.
Prima
di dirigerci alla cappella Dionisi, possiamo ammirare, sulla
controfacciata il bel portale realizzato nel 1628, sotto
l’episcopato di
Alberto Valier. Il restauro ha valorizzato i finti marmi che
incorniciano il
monumentale orologio. Al
di sotto della bifora quattrocentesca, tra la lapide
dell’Ugolini e le spalliere lignee, il restauro ha restituito
quanto si è
conservato di un affresco della fine del XVI secolo o del XVII
raffigurante un
episodio connesso ad una pestilenza o il Trasporto di Cristo al
sepolcro. |
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Incontriamo,
nella navata destra, il monumento a Pietro Colonna del 1780 e la
cappella Dionisi dedicata ai SS. Pietro e Paolo. Della costruzione
originale, voluta dal canonico Paolo Dionisi tra il 1481 e il 1484,
rimangono l'arco marmoreo esterno, a sesto acuto e arricchito da fregi
e sculture (il Redentore tra i SS. Pietro e Paolo), con doppie lesene;
elementi che troveremo costanti anche nella fisionomia delle altre
cappelle. Originale è pure l'architettura ad affresco
attribuita
al cosiddetto "Maestro del Cespo di Garofano", attivo nell'ultimo
ventennio del XV secolo, recentemente identificato in Antonio Badile
II. La cappella subì modifiche a partire dal 1710. Di
Antonio
Segala è l'altare, la cui cimasa è ornata dalle
statue di
Giuseppe Antonio Schiavi. Il martirio di S. Arcadio è invece
di
Angelo Sartori.
La pala
d'altare con la
Madonna e il Bambino e i SS. Pietro, Paolo e Antonio è stata
dipinta tra il 1711-1712 da Antonio Balestra. |
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